Chef Shady chiude il ristorante Le Rotte Ghiotte dopo 5 anni

Dicembre 2016 | Mattia Cialini

Ci ha messo poco Shady Hasbun per diventare una celebrità della ristorazione aretina. Il suo viso barbuto ha più volte sorriso dai cartelloni 6×3 sparsi in città. E poi: iniziative pubbliche, collaborazioni prestigiose, presenze in tv (anche Rai Uno). Probabilmente ubiquo, visto che la sera era sempre lì, nel suo regno di fornelli, in via Monte Falterona. E inaspettatamente le Rotte Ghiotte abbassano la saracinesca. “Devo riflettere – ammette lo chef -, certamente ho bisogno di riposo”. Nuovo progetto all’orizzonte.

“Eh sì, il 31 dicembre chiude il ristorante Le Rotte Ghiotte”. Ci ha messo poco Shady Hasbun per diventare una celebrità della ristorazione aretina. Il suo viso barbuto ha più volte sorriso dai cartelloni 6×3 sparsi in città. E poi: iniziative pubbliche, collaborazioni prestigiose, presenze in tv (anche Rai Uno). Probabilmente ubiquo, visto che la sera era sempre lì, nel suo regno di fornelli, in via Monte Falterona.

E inaspettatamente le Rotte Ghiotte abbassano la saracinesca. “Devo riflettere – ammette lo chef -, certamente ho bisogno di riposo. E preferisco chiudere prima del declino. Ecco, ammiro Nico Rosberg, pilota che abbandona la Formula Uno dopo un titolo mondiale”.

"Adesso? – aggiunge -. Mi prenderò un mese di pausa, poi deciderò cosa fare. Forse riaprirò un locale, ma il concept sarà diverso. Prima voglio capire cosa si aspettano le persone dalla ristorazione oggi. Occorre innovare, sempre. L’esperienza delle Rotte Ghiotte è stata bellissima, ma finisce qui."

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Cinque anni sempre di corsa, l’idea nuova di una cucina di contaminazione tra Toscana, Spagna, Medio Oriente e gli altri lidi del Mediterraneo. Shady, nato a Firenze e cresciuto tra Ramallah in Palestina e Massa Marittima in Maremma (i luoghi di origine dei genitori), aveva scelto Arezzo per amore di Eleonora e per liberare la sua creatività di cuoco. Prima era andato a farsi le ossa (l’Etrusco e Il Borro di Ferragamo), poi aveva avviato un progetto suo. Le Rotte Ghiotte sono state un grande viaggio tra i sapori, ricordi di esperienze vissute o tramandate, a cui tantissimi aretini e altrettanti turisti hanno preso parte.

“Chiude il ristorante ma tutto il resto rimane” sottolinea Shady. Restano la scuola di cucina, restano le collaborazioni con le accademie private e con le scuole pubbliche. E ancora: il lavoro per le aziende e, perché no, la televisione. Da Teletruria, alla Rai, Shady ha dimostrato di avere volto e tempi per il piccolo schermo, bucato a “La prova del cuoco” o a “A conti fatti” con Elisa Isoardi.

“Il piatto a cui sono più legato? Paella. Anche se forse i miei clienti erano affezionati a falafel e hommos, gli ingredienti base del panino Shady”, chiude il cuoco.

L’inaugurazione datata dicembre 2011, la chiusura dopo 5 anni esatti. Non è durata pochissimo l’esperienza delle Rotte Ghiotte, vista l’aspettativa di vita sempre più breve dei locali.

Restano un paio di settimane per chi vuole imbarcarsi seguendo le ultime rotte ghiotte disponibili. E due super eventi a menù fisso: il pranzo di Natale e il cenone del 31 dicembre. Poi il capitano Shady salperà verso oceani sconosciuti.

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